Problemi affettivi

Dipendenza affettiva dipendenza affettiva dipendenza affettiva

Personalidad-dependienteChi soffre di dipendenza affettiva dedica completamente tutto se stesso all’altro, al fine di perseguire esclusivamente il suo benessere e non anche il proprio, come dovrebbe essere in una relazione “sana”. Chi ha una dipendenza affettiva, nell’amore vede la risoluzione dei propri problemi. Il partner assume il ruolo di un salvatore, egli diventa lo scopo della sua esistenza, la sua assenza anche temporanea da un profondo senso di angoscia. Per riempire questa voragine esistono tanti altri modi: l’alcool, il fumo, il cibo, il super lavoro, ma essi non la potranno mai colmare veramente, possono aiutare a distrarsi, a non sentire, ma non risolvono il problema di fondo.

Chi è affetto da dipendenza affettiva non riesce a cogliere ed a beneficiare dell’amore nella sua profondità  ed intimità . A causa della paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine, si tende a negare i propri desideri e bisogni e si ripropongono i copioni passati, gli stessi che hanno ostacolato la propria crescita personale.
La dipendenza si stabilisce perché c’è il rifiuto. Se non ci fosse, quasi sempre il presunto amore finirebbe in un tempo incredibilmente breve. Quello che imprigiona nelle relazioni, il dipendente affettivo, è la speranza e presunzione di riuscire prima o poi nella vita a farsi amare da chi proprio non vuole farlo, o di riuscire a curare chi non può o non vuole essere curato, o di salvare chi non può o non vuole essere salvato. Gli individui dipendenti solitamente cercano una o poche relazioni esclusive, sia con il partner che con gli amici, così da riprodurre quello schema comportamentale instauratosi nella fase post-natale.

Scelgono persone che sembrano in grado di affrontare la vita e che si possano prendere cura di loro e investono su queste figure di riferimento, responsabilità  che altrimenti spetterebbero a loro in prima persona. Il soggetto dipendente, pur di compiacere l’altro, evita il conflitto ed ogni sorta di controversia per il timore dell’abbandono, rinnegando il proprio vero se. Quando non riesce a vivere un rapporto di coppia come un processo di crescita permanente, rimane intrappolato negli schemi disfunzionali appresi nel passato, alimentato dalle paure di solitudine e di abbandono, e dalla speranza che l’altro si prenda cura di lui.
La guarigione dalla dipendenza affettiva non è il distacco dalla persona o dalle persone da cui si era dipendenti, bensì l’acquisizione di una autonomia affettiva; questo ci che permette di entrare consapevolmente e realmente in relazione con gli altri, perchè  li vogliamo, perché  li scegliamo, non perché abbiamo bisogno di loro per esistere.
Giungere a questo livello non è¨ semplice, anche perchè nonostante il forte malessere è molto difficile chiedere aiuto per la pura del rifiuto. Il momento significativo che porta i dipendenti affettivi a chiedere aiuto, come nelle diverse forme di dipendenza, avviene quando si tocca il fondo, quando si ha la percezione del vuoto, della perdita di identità , della rabbia e della frustrazione di non vedere ricambiata la dedizione e il loro amore. Durante questi dolorosi momenti si convincono che qualcosa non va, e trovano la spinta necessaria ad uscire dal circolo vizioso della dipendenza affettiva. In questo processo di acquisizione il ruolo di amici e persone care può essere fondamentale, ma non sufficiente. La ricerca di un esperto psicoterapeuta a cui affidarsi, permette di scoprire i nodi che hanno dato origine al circolo vizioso e di sperimentare una sana relazione di attaccamento, che può essere risolutiva, rispetto al malessere provato.

 

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 tradimentoIl tradimento rappresenta una delle esperienza molto dolorose che l’essere umano può sperimentare, perchè mette in discussione la dignità , il rispetto, l’identità  e la relazione con l’altro. Quando una coppia si forma costituisce implicitamente un patto di fiducia e fedeltà  che pensa di poter portare avanti col tempo, ma ognuno porta con se l’esperienza del tradimento, che man nano che il rapporto va avanti comincerà a emergere, riproponendo un copione che non fa che confermare ciò in cui si crede intimamente. In genere chi viene tradito pensa di non poter mai trovare una persona di cui fidarsi completamente, e nella relazione di coppia spargerà  e interpreterà  dei piccoli e costanti segnali che confermeranno questa sua convinzione. Chi tradisce ha una profonda difficoltà  nel legarsi intimamente con l’altro e usa il tradimento come mezzo per fuggire dal legame e mantenere un equilibrio nella sua modalità  relazionale. I segnali di malessere nella coppia possono essere diversi, uno dei fattori che caratterizza la coppia in crisi è la difficoltà  a comunicare e ad affrontare il conflitto in modo aperto e costruttivo. L’incapacità  ad impegnarsi in modo efficace e creativo per risolvere i problemi all’interno del rapporto, lascia insoddisfatte molte necessità  personali e relazionali, portando ad una sempre maggiore insoddisfazione. Altro elemento che indica il malessere nella coppia, sono i rapporti sessuali insoddisfacenti o assenti conseguenti a: mancanza di passione, desiderio e attrazione; una disfunzione sessuale (ad es. impotenza, eiaculazione precoce ecc.); uso cronico della sessualità  come strategia di potere; difficoltà  ad esprimere fisicamente il proprio amore e affetto. Dall’esterno le coppie di questo tipo sono spesso viste dagli altri come le coppie ideali. In pubblico appaiono felici, fanno diverse cose insieme, mostrano armonia e cordialità . In realtà  hanno sviluppato dei complessi meccanismi per coprire i buchi della loro relazione. Il matrimonio è tenuto insieme dal credere nella famiglia, piuttosto che dal legame tra i coniugi. Dietro questa finta facciata, può nascondersi un tradimento che secondo Whitaker può essere considerato come una strategia creativa per affrontare i problemi della coppia ed avvicinarsi ad essi in modo indiretto. Secondo l’autore l’infedeltà  è  intuitivamente concordata da entrambi i componenti della coppia che si spartiscono i ruoli di vittima e colpevole, dove la vittima in realtà  istiga, aiuta e rinforza il tradimento. Una volta emerso il problema la coppia non può più far finta che vada tutto bene, deve decidere se continuare a stare insieme o utilizzare questa crisi per cambiare. In questi casi si consigliata una terapia di coppia perché fornisce un adeguato spazio di contenimento ed elaborazione dei molteplici fattori che portano alla spaccatura della coppia. A volte il tradimento può costituire un elemento che, per quanto doloroso, permette una rinegoziazione delle regole del rapporto, aprendo nuovi canali comunicativi tra i partner e favorendo la tendenza ad attingere a nuove risorse del legame. Qualora la terapia di coppia non sia possibile perché uno dei due partner non è motivato, la terapia individuale può essere utile a chi tra i due abbia bisogno di un contesto dove elaborare quanto è successo, darvi un senso e soprattutto individuare i nodi che hanno portato al tradimento e superarli per evitare di ripetere gli stessi errori.

 

 

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317000_59669136_separazione_H162234_LSepararsi da una relazione importante, sia essa matrimonio, convivenza o fidanzamento, è  una esperienza molto  difficile e dolorosa da affrontare, spesso ci vuole molto tempo, e ciò può  determinare il rischio di restare in una fase di stallo, che condiziona la qualità  della propria vita. Non esistono tempi più o meno giusti per separarsi, questi sono soggettivi e spesso sono correlati al vissuto del proprio passato, all’importanza data al rapporto e alla persona amata e alla fase del ciclo vitale che si sta attraversando. Il passato incide perché la capacità di superare adeguatamente la fine di un amore è legata alle prime separazioni, infatti il modo in cui abbiamo vissuto e superato le prime separazioni infantili, condiziona il modo in cui vengono vissute  e superate quelle future. Assumere questa consapevolezza potrebbe aiutare a superare meglio la fine di un amore, e soprattutto a cambiare il copione passato, scegliendo situazioni diverse in un incontro futuro. Un aspetto importante rispetto alla reazione alla separazione è determinato dalla fase del ciclo vitale attraversata, dato che chiudere un rapporto tra i 20 e 30 anni è più semplice, perché si è  ancora aperti rispetto alla vita e alle prospettive future, mentre farlo dopo i 35 anni diventa più difficile, soprattutto per chi vorrebbe crearsi una famiglia, o per chi l’ha già  creata. Dai 50 anni in poi, la caratteristica prevalente è il diverso vissuto tra donne e uomini, mentre per questi ultimi può  esser definita una opportunità  per sperimentarsi rispetto alla propria virilità, magari con donne più giovani, per le donne che si affacciano alla menopausa, diviene un ulteriore elemento di disagio, che incide sulla propria autostima. Separarsi è difficile, ma non impossibile, per andare avanti occorre aver accettato e metabolizzato quanto successo, ma una volta superato questo scoglio ci si riaffaccerà  alla vita ricordando con malinconia il dolore dell’amore passato. Chi non riuscisse   a superare da solo questa fase, può chiedere aiuto  a uno psicoterapeuta che lo accompagnerà  e gli fornirà gli strumenti per superare questo difficile momento.